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Storia


 

Il cinema Lanteri venne costruito nel 1930 ad opera della Diocesi di Cuneo su sollecitazione dell’Azione Cattolica diocesana.

Il progetto è dell’Ing. Antonio Toselli, che negli anni Venti già aveva firmato i progetti di altri tre cinema: Vittoria, Italia, Nazionale.
Prevede una galleria con balconata che si spinge fino al palcoscenico e un’ampia platea.

L’inaugurazione ufficiale avviene il 12 ottobre 1930.

Nel novembre cominciano gli spettacoli teatrali dei giovani del Circolo Excelsior, gruppo dell’Azione Cattolica da molto tempo impegnato in attività culturali e ricreative.

Nel dicembre dell’anno successivo prendono il via anche le proiezioni cinematografiche.

Nel 1933 la sala viene dotata di apparecchiatura sonora di proiezione.

Nel dopoguerra il Lanteri viene preso in gestione dalla Società proprietaria delle altre sale cittadine. Essendo di proprietà diocesana, la sala mantiene però il suo carattere di cinema per famiglie.

All’inizio degli anni Cinquanta nel periodo estivo il cortile ha ospitato anche un’Arena estiva il cui cartellone prevedeva anche spettacoli lirici.

Dagli anni Settanta la crisi generale del cinema e la sua stessa programmazione rivolta a un pubblico prettamente di famiglie, giocano a sfavore del Lanteri che rapidamente perde spettatori fino alla chiusura alla fine del decennio.

La nuova Sala Lanteri rinasce sul finire degli anni Novanta grazie alla caparbia volontà del Vicario
Mons. Gianfranco Agamenone.
Poiché il vecchio edificio è stato abbattuto e il nuovo ha preso ad ospitare la redazione del giornale diocesano La guida, la sede della nuova sala viene sposta in via E. Filiberto.

Su questo versante dell’isolato fin dal 1908 era stato realizzato un salone con annessa la cappella di Maria Ausiliatrice. I locali costituivano il cuore della Casa del popolo voluta e sorretta dal diretto impegno economico di Mons. Felice Biglia.
Qui, merita ricordarlo, dal Natale 1907 prendono il via serate con film acquistati dalla stessa associazione che agisce in questa istituzione. Si tratta del primo esempio in città di sala destinata a proiezioni animate gestite non da ambulanti.